Incrave: Dead end

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Ver Sacrum Assai giuovini, ma già maturi sotto iI profilo compositivo ed esecutivo. Sono gli Incrave, provengono dalla prolifica Isvezia, e qualcuno li ha paragonati ai primi Tad Morose, ai Morgana Lefay ed ai Dream Evil. Corretto, anzi, limitante. Perché indubbiamente questi ragazzi possiedono un gusto per le armonie e per le atmosfere elegantemente gothikeggianti ben superiore ai citati. I dieci pezzi che compongono la lista di Dead end sono tutti di buon livello, e l’ascolto scorre senza che mai ci si imbatta nel temuto filler. Dono della concisione che ad altri pur troppo (per loro) manca, e che permette ai nostri di concentrarsi sull’essenza della musica, mai troppo cervellotica e pesante. Come i loro conterranei Darkwater, rappresentano una più che piacevole sorpresa, e senza dubbio fanno ben sperare per il futuro del genere. Poche altre volte il dark-metal ha espresso simili pregevolezze, e brani come “Shattered”, “Unveil the truth” e “Nevermore” sono solo alcuni esempi del valore di Dead end.

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