Mary's Comic: Perfect Vacation

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Ver Sacrum Vede infine la luce il progetto Mary’s Comic, la genesi del quale risale addirittura al 1987, per mano di quel Ralf Jesek già noto per la sua attività sotto le sigle In My Rosary e Derrière Le Miroir (oltre all’estemporanea uscita come Griffin’s Fall). Perfect vacation consta di quindici spezzoni di dark-wave chiaramente orientata agli ottanta, un viaggio a ritroso nel tempo che trova precisi riferimenti in “Pernille” ed in “Nichts tun”, episodi che seguono l’anonima opener “This is”. Quindici canzoni che paiono concepite appositamente per il piacere dell’ascoltatore, per quell’indole dolentemente poppeggiante che le contraddistingue. Anche la loro mai eccessiva durata induce a giudicarle benevolmente, peccato che l’omogeneità qualitativa non trovi ospitalità in questo disco. Già in “Black hole” rintracciamo in fatti quelle crepe che caratterizzavano il primo episodio di PV, ossia la mancanza di nerbo ed una latente sensazione di appiattimento. Decisamente meglio quando il ritmo si alza, come in “So sad” ed in “Welcome to…”, segno che a Ralf le buone idee non mancano, peccato che ne faccia parco uso. Decisamente più riflessiva ed umbratile, “Ich habe (Angst)” si giuova dell’effetto-tedesco, essendo l’idioma germanico assai adatto al contesto della song, nulla di trascendentale rileviamo nella piacevole e leggerina “Swimming” e nella poco riuscita “Indifference”, quanto residua scorre via senza sussulti. Se vi piacciono Clan of Xymox, Ultravox post-“Vienna” (“French Hotel rooms”) ed in generale la wave elettronica del penultimo decennio del novecento, riscontrerete in Perfect vacation più d’un motivo pel quale ritenervi soddisfatti.

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