CSS (Cansei De Ser Sexy): Donkey

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Ver Sacrum A un paio d’anni dalla pubblicazione dell’omonimo debut, che tanto clamore aveva suscitato tra pubblico e critica, torna la band brasiliana che prende il nome da una famosa frase della cantante Beyoncé. Rispetto al passato, la line-up appare leggermente rimaneggiata (il drummer Adriano Cintra ha preso il posto della dimissionaria Iracema Trevisan, dedicandosi solo al basso, ed è stato a sua volta sostituito alla batteria da Jon Harper dei The Cooper Temple Clause), ma anche il materiale realizzato è diverso da ciò che ci si poteva aspettare. Donkey è infatti un disco “fighetto” e nato apposta per attrarre l’attenzione dei numerosi fan dell’indie-alternative, che apprezzeranno parecchio canzoncine fresche, facili e immediate come “Move”, “Air painter”, “Give up” o “Beautiful song”. Devo però ammettere che la decisione di abbandonare quasi del tutto le sonorità electro-clash (davvero preponderanti nel cd d’esordio) a favore di un indie-pop senz’altro piacevole e vincente, ma meno originale di certe cose proposte in precedenza, lascia un tantino perplessi e fa pensar male, poiché si ha l’impressione che le CSS abbiano fatto una scelta smaccatamente commerciale e per nulla artistica. Nel disco gli episodi carini non mancano (“Rat is dead” e “I fly” sono delle vere bombe, per non parlare poi dell’ottimo “Believe achieve”, che ci riporta alle atmosfere del debut…), ma in generale non mi sento di parlare di un lavoro ben riuscito, e la simpatia che provavo nei confronti del gruppo si è trasformata in delusione. Speriamo che, almeno in versione live, Lovefoxxx e compagne/i non abbiano perso la loro verve, altrimenti sarebbe proprio un guaio…

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