History Of Guns: Acedia

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Ver Sacrum Ogni recensore ha la sua croce, e una delle mie è rappresentata dalle release degli History Of Guns, ineffabile duo (formato dal vocalist Del Alien e dal chitarrista Max Rael) che propone un electro-industrial-rock abbastanza informe, sconclusionato e a tratti perfino cacofonico. Ascoltando il loro terzo album in studio, intitolato Acedia, viene da chiedersi perché mai esistano etichette disposte a dare fiducia a una band come questa, e soprattutto perché i due inglesi insistano a voler fare i musicisti invece di dedicarsi ad altro. Se fossero dei ragazzini al loro esordio discografico non utilizzerei parole tanto pesanti, e probabilmente direi che il loro sound è ancora troppo grezzo per poter convincere almeno un po’, ma il problema è che Del e Max non sono affatto dei teen-ager, e quindi non hanno alcuna scusante. A quarant’anni (è questa l’età che dimostrano…) non si può pensare di uscirsene fuori con un lavoro così raffazzonato e approssimativo: i pezzi inclusi sembrano non seguire un filo logico e mescolano troppi stili diversi (ogni tanto, oltre ai generi già citati, sono presenti anche alcuni riferimenti al punk…), inoltre non riescono quasi mai a colpire nel segno perché la loro struttura è “debole” e la musica è abbinata a brutte parti vocali. L’impressione è che gli History Of Guns prendano le cose parecchio alla leggera, curando poco sia gli aspetti compositivi che tutto il resto, vedi ad esempio la scarsa qualità delle foto presenti nel booklet del cd. Giusto per capirci, la cover raffigura il buon Max nudo e disteso su un tappeto di foglie secche, ma non mi pare proprio che tale immagine comunichi efficacemente il concetto di “accidia” (termine che traduce il titolo del disco…), anzi fa pensare a tutt’altro! Un gruppo da evitare come la peste insomma, a meno che non siate dei veri masochisti e vogliate farvi molto molto male…

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