Permafrost: Promo

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Ver Sacrum La vena compositiva di Marco Grosso è, evidentemente, quasi inesauribile: Ouroboros, Mind Infinity, The Dust Eater sono solo alcuni dei nomi sotto cui si nasconde il musicista italiano, che probabilmente riesce in questo modo a dare sfogo alle diverse sfaccettature della sua personalità; questo Permafrost è l’ultimo pseudonimo del nostro, che già dal nome spinge l’ascoltatore a pansare ai numerosi progetti ambient che traggono ispirazione dagli infiniti quasi-silenzi delle distese glaciali artica e antartica. In effetti questo promo contiene suoni in stile ambient che danno gelide sensazioni anche se, devo dire, sono molto meno rilassati di quanto non accada usualmente in ambito di musica d’ambiente: in qualche modo l’interesse di Marco Grosso per l’ambito dell’esoterismo lo spingono ad aggiungere una forte vena di oscurità che, pur non trasformando questo promo in un lavoro catalogabile come dark ambient (almeno non nello stesso senso in cui lo sono i lavori della Cold Meat Industry), ha un impatto non indifferente sul complesso sonoro. Marco Grosso si trova piuttosto a suo agio in questi lidi e riesce a creare un’opera interessante che, pur non potendo di certo essere rivoluzionaria, non mi ha lasciato indifferente, riuscendo a superare, a mio parere, il livello di quasi tutti gli altri progetti del musicista italiano tranne, forse, i momenti migliori di Ouroboros.

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