Apart: Across The Empty Night

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Ver Sacrum Come spesso accade in questi casi, purtroppo, per lungo tempo il progetto Apart, che esordisce con Across the empty night, si porterà addosso l’etichetta di “progetto dell’ex membro fondatore degli All My Faith Lost”. Dico purtroppo, perché ci troviamo in presenza di un disco che meriterebbe un’analisi indipendente dal passato del musicista che lo ha creato; certo è che il legame con quell’esperienza c’è e si sente nella dolce rarefazione del suono, soprattutto (e, aggiungerei, inevitabilmente) nei brani in cui alla voce interviene Viola Roccagli, appunto cantante del gruppo friulano. Le sonorità degli Apart non stonerebbero assolutamente all’interno della discografia della Projekt e sono caratterizzati dall’arpeggio della chitarra accompagnato in alcune occasioni da un bellissimo quanto malinconico violoncello che, unito alle percussioni (anch’esse rarefatte), al pianoforte e ad alcuni tenui interventi di elettronica, danno un corpo seppur etereo ai pensieri di Francis M. Gri. Andando avanti con l’ascolto compaiono suoni differenti e più fisici, che aiutano a rendere più vario questo esordio, aggiungendo una leggera tinta psichedelica (una sorta di versione addolcita di certi lavori di Roy Harper) o “spacey”. Alla voce femminile poc’anzi citata si aggiungono anche quelle di Daniele Stefanuto e di Alberto Dilani, che contribuiscono alla creazione di un’opera da ascoltare con attenzione, perché ricca di spunti molto interessanti e degna della massima attenzione. I miei complimenti all’autore e alla Final Muzik, che sta indovinando un’uscita dopo l’altra.

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