Beyond Sensory Experience: No Light In Our Eyes

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Ver Sacrum “Ostico” è senza dubbio il termine più adatto per descrivere la nuova fatica dei BSE, ormai accasati presso Cold Meat. In No Lights In Our Eyes propongono un’ambient molto rarefatta, solcata da lunghi drone che fungono da ossessivo tappeto sonoro per fugaci tocchi pianistici accompagnati da una flebile e indistinta voce in sottofondo che mormora frasi intelligibili. È un disco senza mezze misure, o annoia a morte o cattura e trascina via l’ascoltatore in un flusso costante di paesaggi acquatici, anfratti bui e momenti quasi sacrali senza mai scivolare nella banalità e mantenendo sempre un retrogusto malinconico che attanaglia le viscere generando una profonda inquietudine. Per apprezzare appieno un’opera del genere è consigliato provare ad ascoltare il disco al buio, lasciandosi trasportare in questo viaggio mentale in un mondo che non c’è, quello dove i nostri occhi sono irrimediabilmente chiusi, dove la fine non ha inizio.

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