Spectrum-X

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Gli Spectrum-X sono (da ogni punto di vista) una band bizzarra e misteriosa, che mi ha stupito e affascinato fin dalla prima volta che l’ho ascoltata. Entrare nel magico mondo che CandyBones e Nullifer (entrambi cantanti e polistrumentisti) riescono a creare con la loro musica e le loro lyrics è un’esperienza coinvolgente, e dischi come Tea Party with Zombies o il più recente Darkest Night Ever stanno a dimostrare che i nostri, in quanto a talento e originalità, hanno poco o nulla da invidiare perfino a formazioni che vanno per la maggiore. Ovviamente non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di intervistarli e farli conoscere meglio ai lettori di Ver Sacrum, per cui bando alle ciance e buona lettura!

Spectrum-X

Candybones degli Spectrum-X © Spectrum-X

Volete raccontarci la vostra storia, in quale modo vi siete conosciuti e per quale motivo sono nati gli Spectrum-X?

Ci siamo incontrati per puro caso, eventi misteriosi ci hanno portato a conoscerci, CandyBones in Italia e Nullifer negli Stati Uniti, e una volta incontrati non ci siamo più lasciati. A volte si dice il destino… qua c’è di più… era tutto scritto da qualche parte, credo, e arriva tutto da molto lontano. Ci siamo sempre ritrovati in ogni vita, noi due. Gli Spectrum-X sono nati quando Nullifer mi ha raggiunta in Italia, e nei sotterranei della nostra casa abbiamo iniziato questo progetto.

Quali sono le fonti da cui traete maggior ispirazione, sia dal punto di vista concettuale/lirico che da quello strettamente musicale?

Favole. Storie. E il terrore… Come se al “tea party” di Alice e del Cappellaio Matto, ad un certo punto, spuntasse Freddy Krueger da sotto il tavolo. E’ solo un esempio, ma serve a darvi una vaga idea. Poi ci sono i posti che visitiamo, le atmosfere che viviamo. E’ tutto ciò che non vedi con gli occhi, ma che percepisci. Se sei ipersensibile e vai in un luogo antico e dimenticato, può capitare che tu senta… qualcosa. Chi ci crede, bene, chi non ci crede non mi rompa!

Siete soddisfatti del risultato ottenuto con Darkest night ever e di come l’album è stato accolto da pubblico e critica?

Sì, a noi Darkest Night Ever piace sul serio, e piace anche a molti altri che non sono noi. E poi, se anche agli altri non piacesse, pazienza! Comunque, piace.

Facendo un paragone tra il precedente disco e quello nuovo, come ritenete che si sia evoluto il vostro sound?

Non lo so, penso che il sound non si sia evoluto, si è semplicemente un po’ arricchito. Tea Party with Zombies (l’album numero 1) era piaciuto un sacco e continua a entusiasmare, noi comunque abbiamo mantenuto il nostro marchio di fabbrica per quello che riguarda suono e tematiche. In Darkest Night Ever c’è in più la chitarra suonata da Kiwamu, che è il boss della nostra etichetta Darkest Labyrinth e anche un componente dei Blood.

Avete un look particolare e curatissimo, per non parlare poi delle esibizioni live, che sono caratterizzate da trovate sceniche decisamente interessanti. Quanto è importante per voi tutto questo? Vi occupate da soli dei dettagli o avete qualcuno che vi aiuta e/o consiglia?

Facciamo tutto noi due. Se qualcuno ci dettasse regole o decidesse le cose al posto nostro sarebbe molto triste, secondo me. Il gruppo è nostro e facciamo solo quello che vogliamo noi: tutto, dall’artwork, ad ogni suono, ad ogni idea, ad ogni trovata scenica… tutto nasce da noi.

Siete stati spesso accostati al fenomeno “visual kei”, che da alcuni anni sta prendendo piede anche in Europa, ma voi come vi ponete nei confronti di tale movimento culturale/musicale? Qual è la vostra opinione riguardo ai gruppi che vi appartengono?

Non ci piace il visual kei, la musica spesso fa schifo e le band sono tutte uguali, ad eccezione di certe importanti formazioni del passato… Noi non siamo visual kei, e per la verità neanche alla nostra etichetta giapponese piace quel genere. Noi siamo gothic/industrial/metal/visual (ma non kei) /teatrale… Solo per fare un esempio, tanti pensano (sbagliando) che i Moi Dix Mois siano visual kei… No! Sono un gruppo gothic/black metal con il cantato sempre in “growl” e con un look curato. A noi piacciono, ma ovviamente il nostro suono è completamente diverso dal loro. Le band visual kei di oggi sono molto spesso banali musicalmente e prive di talento, hanno solo immagine… un po’ poco, no?

Spectrum-X

Spectrum-X © Spectrum-X

Recentemente siete stati in tour in Giappone: volete raccontarci qualcosa di quell’esperienza? Di solito il pubblico, da quelle parti, accoglie con entusiasmo le band europee, a voi com’è andata?

Molto bene, direi. La scena gothic giapponese è piccola, ma il pubblico accoglie con entusiasmo. Però, al contrario di quello che si pensa, ai giapponesi non piace per niente tutto quello che viene da fuori, e non è facile arrivare a suonare là. A noi, per fortuna, è riuscito. Good!

Dell’essere musicisti preferite la fase in cui ci si dedica solamente alla composizione dei brani o quella relativa all’esibirsi dal vivo?

E’ divertente suonare dal vivo, è davvero quello che amiamo di più fare. Ci divertiamo per primi noi, ma è una bella soddisfazione vedere che anche per il pubblico è lo stesso. Comporre è un procedimento più “intenso”, ma suonare live è più divertente perché c’è tutta la preparazione dello spettacolo e ogni volta qualcosa è diverso, proprio come in una rappresentazione teatrale.

Ritenete che in Italia ci sia spazio per un gruppo inusuale come gli Spectrum-X, e che la vostra proposta possa essere compresa appieno?

Non ce ne frega nulla, perché tanto si sa in quale modo, in Italia, i gruppi come il nostro vengono trattati dai media “tradizionali”. Ora mi sembra di dire cose dette e ridette… bastaaaa! Lo spazio c’è ma non te lo danno, il pubblico invece ci accoglie bene e come dicevo si diverte molto ai concerti.

La musica che realizzate nasce dall’incontro tra stili diversi, e immagino possa attirare un pubblico piuttosto variegato. Volete raccontarci che tipo di persone vi ascoltano e vi seguono?

Di tutto. A noi non importa se chi ci ascolta è come noi, né ci interessa che abbia il nostro stile o il nostro look. Ai nostri concerti vediamo gente normalissima, ed è una piccola soddisfazione anche quella.

E per concludere, sarei curiosa di sapere qualcosa riguardo ai vostri progetti futuri, per cui lascio definitivamente a voi la parola…
Stiamo lavorando ad una nuova, affascinante versione di Tea Party with Zombies. Si tratta di una cosa molto, molto interessante per chi ha amato e ama il nostro primo album. Se vi piace lo sentirete, sennò niente, però compratelo perché se lo scaricate gratis non date una mano alla scena indie, anzi la uccidete e poi va a finire che ci tocca non fare più musica per voi… Se ci toccherà aprire un agriturismo e fare musica solo per noi stessi starete senza Spectrum-X per tutta la vita! Then you can remember that it’s your fault that it does not exist anymore. E voi non volete questo, giusto?!?

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Spectrum-X © Spectrum-X

Links:

Spectrum-X: sito ufficiale

Spectrum-X @ MySpace

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