At The Funeral Of My Violet Rabbit: Al funerale del mio coniglio viola

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Ver Sacrum Segue di due anni la seconda prova di questo singolare ed intrigante progetto sonoro, e le sette (numero che si ripete) testimonianze quivi fissate su disketto (ma “The sound of your brain” è assoluto silenzio…) segnano una decisa ed ulteriore definizione dei connotati di base che contraddistinguono le produzioni di Morgan. Alla scarsezza formale dell’esordio fa da contraltare l’opulenza nero-violacea della confezione racchiudente in una busta dei cartoncini con i testi di due pezzi, illustrati dal pittore magiaro Aaron Nagy, e l’indispensabile info-sheet. Dal punto di vista dei contenuti, rileviamo una produzione nettamente delineata, oltre ad un ispessimento della proposta musicale, ora decisamente più profonda, permettetemi l’uso dell’inglese, deep, con l’opener “Looking through post-industrial rusts” a descrivere perfettamente il senso del titolo, essendo episodio compenetrato di claustrofobica angoscia. Soffocamento, rassegnazione, inquietudine, mal di vivere, una lenta agonia che pare accompagnare quella della sua città, Trieste ancora prigioniera dei suoi ricordi, del suo passato, mestamente sfiorito. Al funerale del mio coniglio viola non lascia adito a speranza alcuna, a meno che non ne troviate voi ascoltatori, e segna la quasi-maturazione per AtFomVR, pur in un ambito che non permette troppe variazioni ad un tema prefissato rigidamente. E’ dark-ambient solenne e catacombale, ben orchestrata e condivisa dall’autore, ciò vi sia sufficiente.

Per informazioni: www.myspace.com/atthefuneralofmyvioletrabbit
Web: http://www.thefuneralofmyvioletrabbit.com
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