At The Funeral Of My Violet Rabbit: La rivolta dei tulipani

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Ver Sacrum Ci giunge solo ora la prima testimonianza concreta del progetto ATFOMVR, sigla composita dietro la quale si cela l’autore triestino Morgan (no Bluvertigo relations, of course!), pubblicata in forma auto-prodotta tre anni or sono. Trattasi di sette spezzoni in netta maggioranza strumentali di durata compresa tra i dueminutiequindici di “Fragments…” e i sette scarsi di “The one with strange melody”, ove è un meditato pianismo ad indirizzare un peculiare percorso sonoro al quale s’aggiungono via via suoni ora ovattati, ora epici, comunque melancolici ed evocanti atmosfere agghiaccianti, paurose, riferendosi sempre all’età dell’infanzia, quando tutto, anche e sopra tutto il terrifico, pare dilatato oltre modo. Potremmo citare Mortiis quale nume, uno dei tanti, dell’opera, anche se il recitato enigmatico di “Birds of ill omen” è riconducibile nel suo genere alla scuola-Projekt, più in particolare nei Lycia più oscuri e tormentati. Sorprende il suo seguito, concretizzato nella già citata “The one…”, decisamente avulso dal contesto stilistico fino ad ora delineato, se non nella voce, segno di una varietà comunque ricercata, pur seguendo sempre il ferrigno binario della più crepuscolare dark ambient. Paura, insicurezza, disagio sono solo alcune delle sensazioni che instilla l’ascolto de La rivolta dei tulipani, operazione comunque curiosa che giuoco forza riflette la personalità del suo ideatore (la chiosa “Childish solitude” è ideale colonna sonora del distacco, dell’abbandono fisico da qualcuno/cosa che si ama).

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