Lord Agheros: As a sin

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Ver Sacrum Ambient melancolica esprimente una dolente epica virile, come la disperazione di chi ha perso in battaglia il commilitone appresso al quale ha diviso la gloria degli stendardi insanguinati ed il dolore cagionato dalla perdita di troppi fratelli d’arme. La misantropica fermezza di queste nove tracce rimembra la visione di paesaggi sterminati, sui quali domina una percezione di muta imponenza, ma As a sin sa sorprendere ad ogni svolta, come nel salmodiare di “Sacrilegium”, inserito nella consueta trama intessuta da Evengelou Gerassimos, che dimostra di possedere pure una inattesa vena melodica nel finale. “Ash to ash and dusk to dark” illustra il viaggio del guerriero, di ritorno dalla stagione del bottino, attraverso luoghi che più che alla realtà corporea e tangibile appartengono allo spirito, all’anima, la title-track evoca umori mediterranei, gioiosa nel suo scivolare lenta come l’ala del falco librato nel cielo color cobalto. L’arcano recitato ci richiama al presente, destandoci dal sogno, ed è poesia… Ma l’ora della ripartenza, della separazione e degli addii è nuovamente vicina, ed il romore della risacca che chiude “Escape” e l’intero disco ce lo rammenta. Forte è l’impatto descrittivo di As a sin, e la sua componente sinfonica rafforza l’impressione di un lavoro vissuto dal suo autore, il quale musica la colonna sonora della propria anima e del proprio pensiero. Pur se in un ambito di nicchia, As a sin sa farsi apprezzare proprio per la sua genuina partecipazione, facendolo sentire immediatamente proprio dall’ascoltatore più sensibile alle tematiche in esso illustrate.

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