Alkaline Trio: Agony & irony

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Ver Sacrum Gruppi come gli Alkaline Trio e gli AFI sono stati tra i primi a creare dei punti di contatto tra la scena punk-rock e quella gotica, iniziando già molti anni fa a sfornare album che potevano stuzzicare/incuriosire gli ascoltatori di entrambi i generi musicali. In questo caso ci concentriamo sul nuovo lavoro della formazione di Chicago, da sempre dedita a un sound diretto e immediato che affascina sia per la sua semplicità, sia per quel mood oscuro che è ormai diventato un vero e proprio marchio di fabbrica. Agony & irony scorre via che è una bellezza, proponendo bellissime (e per certi versi raffinate…) melodie che vanno di pari passo con quella velata malinconia tanto apprezzata dai fan del trio alcalino, che rende così speciali brani come “Live young, die fast”, “Love love, kiss kiss”, “Do you wanna know?”, “Over and out” e tanti altri. Sempre a proposito di malinconia e tristezza (tematiche da sempre molto care alla band…), pare che il buon Matt Skiba abbia scritto il singolone “Help me” dopo aver visto Control di Anton Corbijn, e pensando al risultato si può affermare che il film ha avuto un influsso più che positivo sul cantante/chitarrista originario dell’Illinois! Sulla produzione, invece, c’è poco o nulla da dire perché i nostri si sono affidati a Josh Abraham (famoso per le collaborazioni con Linkin Park, Slayer, Atreyu e 30 Seconds To Mars), che ha sapientemente “levigato” il sound senza renderlo troppo pomposo o eccessivamente pulito. Grande disco e soprattutto grande gruppo, che in poco più di dieci anni di carriera si è ritagliato uno spazio assai significativo nella scena alternative rock mondiale.

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