Amanda Palmer: Who killed Amanda Palmer

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Ver Sacrum Se c’è un personaggio che davvero si merita l’appellativo di “artista”, questi è sicuramente la poliedrica ed eccentrica Amanda Palmer, che non paga dell’attività svolta con la sua band principale (per chi non lo sapesse stiamo parlando dei grandi Dresden Dolls…) ha pensato bene di pubblicare anche un lavoro solista. E visto che la cantante/pianista americana ha un indubbio talento e praticamente mai ha proposto delle ciofeche, ecco che ci si ritrova ad ascoltare una sfilza di canzoni che sono un po’ più tranquille di quelle delle “bambole di Dresda”, ma non mancano certo di efficacia e intensità. La brava Amanda (che tra l’altro ha scelto un titolo che gioca con il suo nome e fa riferimento alla Laura Palmer del serial televisivo Twin Peaks…) ha quindi deciso di dare spazio a diverse “piano-ballads” e ad altre composizioni che non avrebbero trovato spazio negli album dell’altro suo progetto musicale, ma certo non sono roba da buttar via… In molti casi, infatti, operazioni di questo genere risultano abbastanza sospette e fanno pensare che le etichette discografiche siano disposte a pubblicare qualsiasi cosa pur di sfruttare il nome di un artista famoso, ma stavolta bisogna arrendersi all’evidenza e ammettere che il cd in questione è tutt’altro che inutile. A confermare tale idea ci sono sia episodi movimentati e divertenti come “Guitar hero”, “Oasis”, “Runs in the family” o “Leeds United”, sia brani più pacati e riflessivi come “The point of it all” o “Strenght through music”, che comunque hanno il loro perché e convincono fin dal primo ascolto. Come già dicevo all’inizio questa qua non ne sbaglia mai una, e ovviamente ai suoi (numerosi) fan la cosa non potrà che fare enorme piacere…

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