Bleeding Through: Declaration

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Ver Sacrum In questo periodo ricchissimo di uscite discografiche importanti tornano sulle scene anche i californiani Bleeding Through, da molti considerati come uno dei migliori metalcore acts in circolazione. Chi ha già familiarità con il sestetto sa che a quest’ultimo i suoni troppo raffinati non sono mai piaciuti, e infatti ascoltare il nuovo Declaration è come ricevere una bella mazzata tra capo e collo, una di quelle capaci addirittura di stordirti… Mentre il sound che caratterizza il suo predecessore (The truth, pubblicato nel 2006) può essere definito come “hardcore meets brutal death”, quello attuale appare influenzato soprattutto dal black di matrice scandinava, un genere che a Brandan Schieppati e soci deve piacere parecchio se hanno deciso di dargli così tanto risalto. I brani inclusi sono piuttosto belli, potentissimi (non a caso sono stati prodotti da Devin Townsend degli Strapping Young Lad!) e vari (le parti di tastiera ad opera di Marta Peterson risultano fondamentali in tal senso…), ma di sicuro chi da anni ascolta metal estremo non può che rimanere un po’ interdetto di fronte a questa release, che per quanto gradevole e ben fatta aggiunge davvero poco di nuovo a quanto già si sapeva. Del resto i Bleeding Through non hanno mai spiccato per originalità, e così come altre band appartenenti alla stessa scena sono bravissimi tecnicamente, ma da altri punti di vista appaiono un tantino limitati. Sono senz’altro perfetti per le giovani generazioni, ma molto meno per i metallari stagionati…

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