Embellish: Black tears and deep songs for lost lovers

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Ver Sacrum Oggetto: ristampa inutile? E’ proprio una domanda, quella che apre codesta mia dissertazione (leggasi oltre la rece di Siva Six per meglio comprendere il significato dell’incipit). Si potrebbe rispondere negativamente, essendo questo disco originariamente uscito appena due anni or sono per GOI Music. Ma avendo questa praticamente snobbato il prodottino, non premurandosi di promozionarlo a dovere, ed essendo il genere gradevole oltre modo, giusto concedergli ancora una chance; ripongano fede in Erzsbet Records, gli Embellish, e chissà che stavolta la carta non venga giuocata con maggior giudizio. Il genere? Ma il più edulcorato goth-love-metal, come si evince da “Romeo’s dead” (ricordo che all’epoca lessi un articolo che riportava il titolo errato di “Romeo’s distress”, fu così, ritenendolo una cover dei Christian Death, che conobbi il gruppo di Barcelona!), da “This wind” e sopra tutto dalla diabetica “Falling”, compendio di quando sia nefasto per le anime più sensibili a sonorità sì stucchevoli abbandonarsi all’ascolto di simili canzoni (recisione delle vene assicurata!). Quest’ultima l’avrete già ascoltata millanta volte, con altri titoli e proposta da altri gruppi, tanto variando i fattori il risultato finale non cambia, ripeteva il coriaceo Prof. di matematica all’asinaccio Hadrianus, a disagio con somme, equazioni, etc. Ecco, se volete far comprendere ad un indotto cos’è una ballata metallico-gothikeggiante, allora fategli ascoltare “Falling”. Due i possibili risultati: o se ne innamorerà, o vi manderà a… (più probabile quest’ultima). Ma gli Embellish hanno fatto loro la materia con incredibile naturalezza: avendo calcato i palchi in compagnia di Charon, Leave’s Eyes, To/Die/For, hanno avuto modo di perfezionare il loro stile, giungendo ad una forma di estatica precisione. Nulla in un brano degli iberici suona fuori posto, e la produzione di un guru come Mika Jussila (reo di altri simili delitti) completa l’edificante quadretto. Rileviamo che negli Embellish militarono Lady Nott e Sathorys Elenorth (Narsilion ed Ordo Funebris), e che la presente riproposizione può vantare ben due bonus-track: una piano version di “Black tears and deep…” (titolo da guinnes dei primati in quanto a lunghezza), oltre al remix di “Don’t believe in you” (una porcata). Se volete passare un’oretta in compagnia di musica senza altro piacevole, ma assolutamente priva di spessore, BTaDSfLV fa al caso vostro. Altro da aggiungere non v’è, se non che la voce di David è davvero irritante.

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