I Am Ghost: Those we leave behind

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Ver Sacrum A due anni dall’uscita del debut Lovers’ requiem torna a farsi vivo il gruppo di Steven Juliano, con una line-up piuttosto diversa e un sound che, a sua volta, si è molto evoluto rispetto a quello delle origini. Pare infatti che la violinista Kerith Telestai e suo marito Brian abbiano abbandonato gli I Am Ghost perché il loro essere dei “cristiani devoti” (!) si scontrava con l’attitudine degli altri componenti della band, ma tutto sommato si può dire che tale cambiamento è stato molto utile e positivo. Attualmente l’unico difetto della formazione di Long Beach è di assomigliare abbastanza ai The Used, ma lo stesso discorso vale per un sacco di gente che si è messa a suonare emo negli ultimi tre/quattro anni e quindi non lo si può considerare un gran problema, almeno finché certe cose non verranno definitivamente a noia… Per il resto Those we leave behind è un bel cd dal sound super-pulito (la produzione, in questo genere, gioca sempre un ruolo fondamentale…) che include brani gradevoli e d’impatto, ricchissimi di belle melodie e riff azzeccati. Di novità non ne troverete neanche una, ma se andate pazzi per le canzoni toste e tirate che rimangono impresse fin dal primo ascolto non riuscirete a ignorare né la titletrack né le varie “Bone garden”, “Saddest story never told” o “Buried way too shallow”, che oltre ad essere orecchiabili sono anche tecnicamente ineccepibili (vedi l’ottimo lavoro svolto dal chitarrista Timoteo Rosales, che con i suoi assolo riesce a “nobilitare” molti dei pezzi contenuti nel disco). Insomma, gli I Am Ghost saranno anche parecchio prevedibili, ma “spaccano” (non le scatole, però…) alla grande!

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