Lachaise: Silent cries for help

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Ver Sacrum Non tragga in inganno l’iconografia esibita in copertina, i veneti Lachaise non appartengono al filone, in via d’esaurimento creativo, del sympho/goth/metal. Au contraire, il verbo sonoro da essi professato è di matrice chiaramente dark-rock-melodica, con una spiccata vena decadente ad arricchirlo, rendendolo in alcuni casi riconducibile alla proposta dei miei favoriti Belladonna. Silent cries for help conta dieci tracce (più una bonus), alcune delle quali denotano buone qualità compositivo/esecutive, anche se alla lunga distanza emergono alcune criticità, in parte dovute ad una registrazione che relega in secondo piano gli strumenti, penalizzando sopra tutto la sei corde. Registriamo nel frattempo l’avvicendamento alla voce, non più appannaggio di Annalisa Monticelli, e certamente i pezzi andrebbero riascoltati con la nuova vocalist Xenya dietro al microfono, essendo questo un ruolo assai importante per quanto riguarda l’aspetto interpretativo delle composizioni dei Lachaise, impostate proprio sull’enfasi che viene posta sulle liriche. “Short life”, “Doomed” e Wasteland” rifulgono di propria luce, questo è solo il primo passo del gruppo, coraggioso nel cimentarsi su di una distanza lunga, non posso adunque esimermi dal complimentarmi per quanto quivi esibito con padronanza tecnica e convincimento.

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