Monosonik: 42-728 hours

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Ver Sacrum Chi sceglie di intraprendere un percorso musicale teso alla ricerca e alla sperimentazione non ha mai vita facile, vuoi perché è arduo non incamminarsi lungo sentieri già battuti da molti altri “esploratori” dell’universo sonoro, vuoi perché c’è sempre il rischio di perdere la giusta direzione, ritrovandosi a vagare chissà dove e chissà per quale motivo. Per quanto riguarda il progetto Monosonik, a cui hanno dato vita Giorgio Ricci (membro fondatore dei Templebeat, attualmente impegnato sia con i Ran che con gli Hysterie…) e Corrado Altieri (già collaboratore di Limbo, T.A.C. e Maurizio Bianchi), non si può fare un preciso riferimento a nessuno dei casi sopracitati, difatti i pezzi inclusi in 42-728 hours sembrano avere tutti una loro specificità e non appaiono come meri esercizi di stile. Le atmosfere che caratterizzano brani come “Panopticon”, “On the fluid”, “Codes” e “Insomnia” sono gelide e impalpabili, ma a esse vanno ad aggiungersi un substrato ritmico e pure un pizzico di digital-noise, che contribuiscono alla costruzione di immagini non perfettamente definite, ma comunque riconoscibili. Anche i colori, freddi a loro volta, tendono ad essere sfumati, ma osservandoli nel dettaglio si capisce chiaramente che molti di essi, all’apparenza simili l’uno all’altro, nella realtà non lo sono affatto. Lasciarsi avvolgere dal sound dei Monosonik richiede predisposizione e concentrazione, ma una volta entrati nel meccanismo risulta assai facile, e piacevole, intraprendere un viaggio interiore o proiettare il pensiero verso dimensioni altre. Concludo con un’unica raccomandazione, quella cioè di ascoltare il cd in un ambiente con le luci soffuse, o addirittura spente: sarà così che comprenderete appieno il suo significato, e ve lo godrete al meglio…

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