OHGR: Devils in my details

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Ver Sacrum E così Nivek Ogre timbra il cartellino del suo terzo disco solista. Se dell’esordio “Welt” conservo un buon ricordo, non trovo traccia nella mia logora(ta) memoria del capitolo due, confesso una certa vergogna nell’ammettere questi primi sintomi di decadenza senile (ehi, non siate cattivi, so che avete pensato a demenza!). Lo storico vocalist degli Skinny Puppy si diverte ancora a disegnare paesaggi (mentali?) assolutamente disturbati/anti, anche se DimD manca a parer mio di continuità, seguendo a brani incisivi (il terzetto finale rappresentato da “Timebomb”, “Smogharp” e “Witness” lascia senza fiato né parole!) e compiuti altri che paiono decisamente poco riusciti. Nel complesso, tendo a preferire gli episodi più lenti ed atmosferici, (uno per tutti, il breve “Pepper”), del resto pare che l’intento del buon (?) Nivek sia proprio quello di turbare i nostri sensi, dichiarando esplicitamente che il lavoro va interpretato come se si trattasse di un disco di Syd Barret prodotto da Clive Barker, dunque viaggi psichici/psichedelici conditi in una salsa cinematografica decisamente poco rassicurante, e l’effetto allora si può dire che sia stato ottenuto. Gli spoken sono a firma Bill Moseley, le frequentazioni del quale con gente del calibro di Rob Zombie (oltre a far parte della combriccola sanguinaria dei Texas Chainsaw Massacre) costituiscono un valido curriculum al quale appellarsi, qualora ce ne fosse bisogno, per ulteriormente avvalorare Devils in my details. Sicuramente coraggioso e non-standardizzato, per chi prova nostalgia per gli Skinny può costituire un buon lenitivo.

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