The Creepshow: Run for your life

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Ver Sacrum Non sempre c’è da esaltarsi quando si ha a che fare con le band del filone “psycho-horror-billy” (vedi ad esempio le deludenti prove offerte in tempi abbastanza recenti da formazioni come Tiger Army o Horrorpops…), ma nel caso dei canadesi Creepshow si può procedere tranquillamente all’ascolto senza chiedersi cose del tipo “Ma per quanto ancora dovrò sorbirmi questi qua??” e via discorrendo… Il quartetto capitanato dalla bionda Sarah Sin ci propone infatti una raccolta di canzoni di buona fattura, con testi ispirati agli horror-movies (ma che sorpresa, vero?) e musica che si rifà agli stilemi dello psychobilly, ma attinge anche dall’hardcore melodico di scuola californiana. Pezzi come “Long way down”, “Rue morgue radio” e “Buried alive” si mettono in evidenza per i ritmi serrati che li caratterizzano, le melodie “acchiappanti”, la voce grintosa e cristallina della cantante e i coretti che fanno molto HC-style, ma anche episodi un tantino più rétro (nel senso che ricordano maggiormente il rock anni cinquanta…) come “You’ll come crawlin'” o “Demon lover” hanno un fascino particolare e contribuiscono a mantenere alto il livello dell’album. È chiaro che da una release di questo tipo non si può pretendere l’originalità assoluta, ma di sicuro i Creepshow, oltre ad aver dato prova di essere dei buoni musicisti, hanno anche dimostrato di sapere reinterpretare il genere cui sono dediti in maniera personale, creando brani divertenti e di grande impatto. Detto ciò, l’unico appunto che mi sento di fare è relativo alla lunghezza del cd: ventinove minuti sono un po’ pochi, effettivamente, ma almeno non c’è da sorbirsi nessun riempitivo…

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