Second Skin: Illa Exuro in Silentium

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Ver Sacrum Anche i Ghoultown (qualcheduno se li ricorda? A me erano simpatici!) si rifacevano all’iconografia dark-western, i Second Skin sono più seriosi, dal punto di vista dell’abbigliamento, e se i primi mi parevano sbucati fuori dal back-stage de “Dal tramonto all’alba”, questi mi ricordano i Wall Of Voodoo di “Seven days in Sammystown”. Musicalmente parlando, Arron (che dei SS è indubbiamente il main-man), Mark Cady (lead guitarist e dark hero, oltrecchè hangman e picador!) e Greg Gory propongono un sound decisamente british, con rimandi neanche tanto velati ad insiemi quali ad esempio Vendemmian (ma pure agli australiani Meridian, dove ho messo “Sundown empire”, che me lo riascolto?), non rifacendosi adunque allo spaghetti-western (se non, vagamente, in “Blood and glass”) che rese celebre il gruppo di Bruce Moreland (e di Stan Ridgway che sul disco che ho riportato non c’era). Il fosco leader si occupa di piano, chitarra, basso, composizione, oltre ad offrirci il peculiare crooning che impreziosisce queste composizioni, come le gradevoli “The west” e “Kick and scream” e la più variegata “The narcissist”. Voglio spendere qualche parola per il magnifico look esibito dalla conturbante Heather Hurley, fasciata di pelle nera, che del gruppo è la cover-girl, la modella e la… femme fatale (ebbè, ruoli irrinunziabili!). Fra belle sciabolate di chitarra, narrati inquietanti, suoni poco rassicuranti, Illa exuro in silentium (quarto disco del combo di Scottsdale, Arizona) scorre piacevole coi suoi rimandi sisteriani/nephiliani (e progenie varia, of course), offrendoci ancora spunti interessanti in “London bridges”, nella veloce “Black ticket fence”, in “Prince harming” e nella compassata “Birthday girl”, pur se badando a non compiere deviazione alcuna dal solco segnato. Produzione ottima, grande cura nel packaging, i Second Skin li promuoviamo senza titubanze!

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