The Cure: 4:13 Dream

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Ver Sacrum Con mia somma sorpresa questo CD dei Cure, pur non esaltandomi, non mi è nemmeno dispiaciuto. Eppure le premesse per un altro episodio totalmente deludente c’erano: intanto è davvero difficile qui rintracciare la vena wave-oscura che ha caratterizzato gli episodi migliori della discografia del gruppo. Aggiungiamoci poi che il basso di Simon Gallup è colpevolmente in secondo piano, visto che in fase di mixaggio si è dato maggiormente peso alle chitarre di Roberth Smith e Porl Thompson. L’album è difatti fortemente improntato su un pop chitarristico molto acido, quasi psichedelico a tratti; suona come la logica conseguenza di alcune atmosfere che era possibile scorgere negli album precedenti di Robert Smith e soci, come il penultimo The Cure, finanche certe cose di Wish. Di buono c’è che i pezzi sono mediamente discreti, con un paio di perle e qualche scivolone ma nemmeno troppo catastrofico. Partendo da quest’ultimi, a mio avviso i momenti deboli della musica dei Cure coincidono con gli episodi più pop dei vari dischi: 4:13 Dream conferma questa regola, sebbene gli episodi deludenti non provochino veramente fastidio ma si lasciano sempre ascoltare (magari un po’ distrattamente…). Fra questi sono da citare “Sleep when I’m dead” e “Freakshow”, gli episodi più facili (appunto) della collezione, guarda caso usciti anche come singoli. Decisamente bello invece è “Underneath the Stars”, il brano che apre il disco, con le sue chitarre graffianti e una linea melodica molto spleen che lo fanno quasi sembrare una outtake di Disintegration. Bella e ossessiva è anche Scream con un’eccellente prova di interprete di Robert Smith. Come detto l’album si lascia ascoltare: forse è un po’ poco per un’icona della musica alternativa quali sono i Cure. Robert Smith ha probabilmente sepolto da un pezzo i suoi demoni più profondi, le angosce che gli avranno sì rovinato la vita ma da cui attingeva ispirazione per creare della musica straordinaria: ora dà invece l’impressione di vivere un po’ di rendita sul suo passato. C’è chi lo odierà per questo, altri lo continueranno ad amare nonostante tutto: io un po’ “democristianamente” mi astengo e ho valutato questa sua prova senza preconcetti o attese eccessive. E voi, che posizione decidete di prendere per questo 4:13 Dream?

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