Innerpartysystem: Innerpartysystem

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Ver Sacrum Nel mondo musicale le cose cambiano ad una velocità impressionante, ma quasi sempre in Italia le novità arrivano dopo un bel po’ di tempo: è sempre stato così e (purtroppo) continua ad esserlo, anche se ormai tutti usano Internet e hanno accesso a qualsiasi tipo di informazione. Tra gli ultimi trend che sembrano aver preso piede negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, e di cui nel nostro paese non si sa praticamente nulla, c’è quello portato avanti da un manipolo di band che mischiano alternative-rock ed elettronica, creando ibridi assai strani e interessanti. Tra queste ultime spiccano gli americani Innerpartysystem, che nel loro album di debutto hanno inserito brani spiazzanti e difficili da etichettare, ma anche ricchi di fascino e piacevoli da ascoltare. L’impressione è che i quattro abbiano trovato il modo di mettere insieme, oltretutto con buoni risultati, l’emo e il synth-pop, difatti basta sentire le prime due/tre canzoni del cd (con una particolare attenzione verso la terza traccia, intitolata “Don’t stop”…) per rendersi conto di avere a che fare con qualcosa di diverso dal solito. Il sound proposto dal quartetto è abbastanza dinamico e corposo da poter essere assimilato al rock, ma allo stesso tempo ha caratteristiche tali da somigliare a certe produzioni super-leggerine che ogni “alternativo” con cognizione di causa definirebbe commerciali, per cui c’è da chiedersi chi saranno i fruitori di questo tipo di musica, fatta apposta per dimostrare quanto le distanze tra i generi vadano via via accorciandosi. Non c’è dubbio, gli Innerpartysystem sono una di quelle formazioni che faranno discutere pubblico e critica, ma personalmente non posso che apprezzare il loro tentativo di essere differenti da tutti gli altri.

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