Deathstars: Night electric night

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Ver Sacrum Da anni vado dicendo che i Deathstars sono una delle migliori realtà del giro industrial-metal (e generi affini…), ed è inutile aggiungere che aspettavo con ansia l’uscita del loro ultimo capitolo discografico, eppure devo ammettere che ci ho messo parecchio per comprenderlo fino in fondo. Al primo ascolto lo sconcerto mi ha quasi sopraffatto, inducendomi a pensare “Ma che cavolo hanno combinato questi qua??”, poi con il tempo ho capito che i cinque svedesoni sono stati abbastanza furbi da modificare un po’ il loro sound ed evitare di ripetersi o rimanere prigionieri di certe consuetudini… I nuovi brani sono ritmicamente meno tirati e non hanno quell’immediatezza che invece caratterizzava episodi come “Cyanide” (tratto dal precedente Termination bliss) o “Semi-automatic” (tratto dall’album d’esordio Synthetic generation), inoltre le parti vocali di Whiplasher sono a dir poco strane (se già prima vi sembravano tali preparatevi allo shock, perché l’enfasi e la teatralità con cui il nostro canta canzoni come “Arclight” o “The mark of the gun” sono davvero ragguardevoli…), ma dopo un po’ di ascolti vi renderete conto che il deathglam sensuale e oscuro di Night electric night vi ha conquistato senza che nemmeno ve ne accorgeste. L’aspetto più interessante del sound creato dalla band è sempre stato quello di avere un forte potere evocativo e di saper emozionare, entrambe caratteristiche che ben si associano a questo terzo lavoro e ne fanno una delle release più importanti di inizio anno.

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