Pure Reason Revolution: Amor omnia vincit

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Ver Sacrum Che bello sorprendersi ad ogni nuova canzone, rimaner come sospesi nell’attesa di una improvvisa svolta strumentale, di un ennesimo cambio d’atmosfera. I PPR nascono nei corridoi (beh, spero non nelle aule durante le lezioni) dell’Università di Westminster, nell’anno di grazia 2003, e fino ad oggi hanno inanellato quattro singoli, un eppì, un ciddì lungo (“The dark third” del 2006) ed addirittura un live (“Live at NEARFest 2007”, uscito l’anno seguente, testimonianza riportata fedelmente su disketto argentato di un loro show tenutosi appunto al celebrato festival prog americano). Sono in quattro, i due founding-members Jon Courtney (vocals, tastiere e chitarre) e Chloe Alper (voce, basso e keys), il chitarrista e vocalist Jamie Willcox (nella band dal 2005) ed il più recente innesto, il batterista Paul Glover (dal 2007 dietro le pelli del combo). I nostri all’epoca attirarono l’augusta attenzione di Sua Maestà dei tasti d’avorio Rick Wakeman, che li recensì con bonomia, acuendo così l’interesse che stava montando attorno al complesso, e tale menzione si rivelò subito confermata dal talento smisurato dai musici espresso senza misura. Che per inciso viene confermato dai solchi pretiosi di Amor omnia vincit (che il benevolo Hadrianus ascoltò in cuffia proprio il giorno di San Valentino, che coincidenza, passeggiando assorto pella campagna solatia attraversata di sbieco da un leggiero ed algido venticello), glorificato dagli incredibili intrecci vocali che si elevano al di sopra di uno strumentismo nervoso, complesso ma mai caotico, in un contesto molto seventies (eh, il vintage…) ma altrettanto moderno. “Deus ex machina”, “The gloaming” (ottominuticirca di delirio psichedelico/progressivo) e “Victorious cupid” faranno saltare sulla sedia (!!!) i cultori dei Porcupine Tree del santone Steven Wilson (beh, oggi va così, fra gurus e reali…), ma anche dei suonati Super Furry Animals, in un intrico di note dipanato alla grande dai loro generatori. V’è pure una suite la quale, suddivisa in tre movimenti (“Keep me sane/insane”, “Apogee” e “Requiem for the lovers”), m’ha sparigliato la track-list, inducendo un momentaneo stato di smarrimento presto superato. Un ottimo disco, tanto per ben principiare il 2009!

Per informazioni: www.myspace.com/purereasonrevolution
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