Urna: Liber Lelle

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Ver Sacrum Liber Lelle segna il ritorno di Gianluca Martucci, alias Urna, a qualche anno di distanza dall’album precedente. Il disco è completamente acustico, e pervarso da sonorità che tendono a una atmosfera estatica e mistica – non a caso il disco è dedicato alla vita di Angela da Foligno – grazie al sapiente utilizzo di momenti ora eterei, impalpabili, ora dove un nutrito numero di campanellini, cimbali e percussioni di vario tipo, tutti dal suono molto brillante, accompagnano un’altrettanto nutrita selezione di strumenti a corda come liuti e mandolini, sfiorando a tratti anche delle melodie che si potrebbero definire etniche quando si vanno ad aggiungere anche le percussioni, come in “L’orrenda notte”. Splendido il flauto in apertura di “La venuta del pellegrino nell’anima”, brano molto suggestivo nel suo essere a metà strada tra atmosfere più cupe e le sonorità più luminose che caratterizzano l’opera. La durata media dei brani è piuttosto lunga, ma Liber Lelle è uno di quegli album capaci di suggestionare l’ascoltatore. Un buon disco passato un po’ in sordina, ma che merita maggiore attenzione.

TagsUrna
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