Zeromancer: Sinners international

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Ver Sacrum Ecco un altro, grande album che il nuovo anno ci porta in dono! In un decennio circa di attività (con pausa, però), i norvegesi hanno saputo conquistarsi i favori del pubblico grazie ad un sound miscelante abilmente industrial e rock, senza tralasciare l’ingrediente principale di qualsiasi song di successo che si rispetti, ovvero la melodia. Fin dagli esordi di “Clone your lover”, il combo norreno (formatosi però nell’assolata e festaiola L.A.) ha saputo proporsi sul mercato con hit singles di grande presa (“Dr. Online” e “Need you like a drug”, da “Eurotrash” del 2001, “Famous last words” da “ZZYZX”), riuscendo così a consolidare una fan-base via via più solida e consistente. La quale venne scossa dalla notizia dell’abbandono delle scene da parte di Moeklebust, Rohnti e Ljung, trio che nel 2005 rispolverò il monicker Siegmen (una delle realtà più celebri in patria negli anni novanta, dal sottoscritto colpevolmente ignorata non ostante le buone referenze giuntemi da un caro amico; in seguito dovetti far opera di contrizione, ed ancora maledico la mia indolenza!), con tanto di DVD e live album commemorativi. Kim Ljung trovò pure il tempo per dare alle stampe due dischi sotto il marchio Ljungblut, e così giungiamo alla tanta sospirata reunion, ed al presente, formidabile Sinners international. I due nuovi entrati Dan Heide e Lorry Kristiansen (sostituiscono gli altri due founding-members Chris Schleyer ed Erik Ljunggren) apportano nuova linfa vitale all’insieme, ed a partire dall’opener e title-track, è tutto un susseguirsi di bei brani, tra i quali prediligo “My little tragedy”, “Doppelgaenger like you”, “Filth noir” “Fictional” ed “Imaginary friends”, con le keys di Kristiansen ad appaiare le vivaci chitarre di Heide, e la scattante ed agile sezione ritmica poggiante sull’asse Ljung (basso e voci)/Ronthi (drums) ad imprimere vivacità a tutti gli episodi, interpretati mirabilmente dall’ispirato Moeklebust. L’eccellente produzione esalta l’immenso potenziale di questi pezzi, perfetta mediazione di quanto proposto in passato, maturi e confezionati apposta per ottenere i giusti consensi. Leggasi successo, che non è una blasfemia, anche in ambito alterna!

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