Anahita: Matricaria

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Ver Sacrum Anahita è il progetto che vede coinvolte Tara Burke (Fursaxa) ed Helena Espvall (Espers), qui alla seconda prova su disco. Questa volta le due musiciste propendono verso territori meno convenzionali, abbandonando completamente la forma canzone per concentrarsi su una sorta di free folk naturalista, solido, ancorato alle radici, e che spesso sfocia in vere e proprie invocazioni sciamaniche. Sono le voci sono l’elemento cardine del disco: salmodianti, stridule, sovrapposte, accompagnano l’ascolto per tutta la sua durata, con il contrappunto di flauti, di occasionali suoni percussivi, dei tipici drone di organo di Fursaxa e delle tessiture di violoncello della Espvall. È un disco intriso di spiritualità, – Anahita è il nome della divinità persiana delle sorgenti d’acqua, della fertilità e della maternità – figlio delle elucubrazioni personali e da certo sentire comune delle due autrici. L’ascolto non è dei più facili, e anche se dalle due ci si aspettava qualcosa di più, non si può negare che il disco abbia un certo fascino.

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