Evergaze Eternity: Incompatible Existences

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Ver Sacrum Bella la realtà Evergaze Eternity, band di Pisa che vede la luce grazie alla volontà, fra gli altri, di Michele Priami, bassista da anni attivo nella scena metal e oscura della città toscana. Comunque si voglia definire la musica del gruppo (proviamoci, per gli amanti delle etichette a tutti i costi: melodic-power-goth metal? Synth-gothic-metal? Goth-power-pop-metal? Capite che potremmo andare avanti all’infinito…), Incompatibile Existences ci offre quattro pezzi, dalla durata media per altro consistente (tutti intorno ai sei minuti), di sorprendente maturità e compattezza formale. Apre le danze “Joy Restricted”. Fredde venature cyber electro aprono la strada una struttura potente e melodica, e a farla da padrona la splendida voce della cantante Kyo, che, nonostante la giovane età, ci regala una performance che per espressività e varietà d’arrangiamento richiama e non fa rimpiangere i migliori The Gathering. Con la bellissima “Shadows” il suono diventa più cupo e aggressivo, virato sui suoni bassi (e qui Michele Priami lavora di fino), gotico e sontuoso con gran gusto nell’uso delle tastiere. La parte vocale, invece, sfrutta soprattutto le tonalità alte e graffianti, con accenti aggressivi che la avvicinano a certe cose dei Birthday Massacre. In “My Vicious Circle” invece la fa da padrone un gothic metal caratterizzato da atmosfere sognanti e cristalline, e ancora una volta colpisce l’accuratezza della partitura vocale. Nella finale “Children can kill”, invece, gli Evergaze Eternity giocano col dark synth-pop contaminandolo con il metal, sporcandolo di elettronica e inacidendolo con un gusto trasversale ed eclettico che forse può rimandare ai risultati delle realtà di certo visual-kei. Inoltre, produzione coi fiocchi. Bravi. Ed ora aspettiamo il full-length…

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