KTL: IV

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Ver Sacrum L’instancabile Stephen O’Malley dei Sunn O))), oltre al nuovo disco con gli Æthenor, in questo periodo esce anche con il suo progetto insieme a Peter Rehberg, alias Pita, qui alla prova del quarto album. Tra i collaboratori O’Malley recluta il formidabile Atsuo dei Boris al gong e alla batteria, e in consolle nientemeno che Jim O’Rourke, tornato alla musica dopo un lungo periodo di assenza. E la mano di quest’ultimo in fase di produzione si sente parecchio, col risultato che i KTL sfornano il loro miglior album di sempre. La chitarra di O’Malley disegna delle geometrie minimali, livide, atonali, reiterate fino allo sfinimento, contraltare alle basi elettroniche di Rehberg, che qui si destreggia tra finissimo noise digitale, rimbombi profondi, scrosci di suoni ad alta frequenza, liquidi passaggi ambientali, glitches. A chiudere il cerchio infine c’è la batteria processata di Atsuo, minimale, secca, metronomica. Per certi versi è un disco meno ostico dei predecessori, senza che questo influisca minimamente sulla qualità del suono in sé, che resta glaciale e nebuloso, emblematica fin dal titolo “Eternal Winter”, e capace di generare un mostro come i ventuno minuti di “Paratrooper”. Per me già tra i dischi dell’anno.

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