Majestic Downfall: Temple of guilt

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Ver Sacrum L’arcano arpeggio che accompagna la mesta processione delle anime dannate c’introduce a questo pregevole dischetto rilasciato dalla sempre attenta My Kingdom Music, custodente cinque lucenti gemme di depressive doom primordiale, ove i primigeni My Dying Bride vengono rievocati nella loro componente più autarchica, rileggendoli alla luce di quanto proposto nel tempo da altri seminali acts quali Katatonia, Sham Rain e Saturnus. Il compositore e multi-strumentista Jacobo Cordova (che a nome Ticket To Hell ha già pubblicato, sempre per la label campana, un monolite thrash dal titolo “Man made Paradise”, sempre occupandosi in toto di scrittura ed esecuzione), portando marchiato a fuoco nello spirito l’emblema della musica del destino, estremizza la propria proposta innestando nel tessuto di “Unexpected” e di “Bleeding sun” componenti proprie del black metal più umbratile e maligno, mentre “Failure” distende nella campagna desolata i suoi ferali rintocchi, penetrando nella bruma caliginosa che si leva lenta ed inesorabile dalle paludose “Swallow: pride” e “Temple of Guilt”. Cinque tracce dalla plumbea monoliticità, che nella loro fiaccante durata inducono al misantropico abbandono tra le braccia della più cupa ed inesorabile ipocondria, elevandosi a baluardo estremo di un genere che non morirà giammai, sopravvivendo nel più recondito sottobosco della sconfinata foresta pietrificata che è il metal.

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