Phase III: Es wird dunkel

0
Condividi:

Ver Sacrum Disco caratterizzato da alti e bassi, Es wird dunkel dei Phase III di S.T.E.F.F.E.N. (ex-Mastertune), Graf Tarek, Spif Anderson e Leviathan, con brani convincenti che si alternano ad altri episodi di livello decisamente più low. Alla prima schiera appartengono l’opener “Friendly damage”, le danzerecce “Monkey Town” e “So say we all” e la lenta e darkeggiante “Im Nebel” (ottimo esempio di elettro obscura e meditata; v’è pure una versione remix a chiudere la ciambellina argentata). Seconda divisione (zona retrocessione) appannaggio della tamarrissima “Willkyr”, mooolto, troooppo, a tal punto tetesca da sfiorare il ridicolo (che violenza perpetrata sulla “Cavalcata delle Valchirie”, che qui fa la figura della carica di un gruppo di pensionate alcolizzate!), ma che ai connazionali dei nostri piacerà moltissimo (con una birra in mano, ja natuerlich!), ammenochè non ci si conformi ai gusti talvolta discutibili dei nostri amici germanici, e di altre perle quali “Trauermarsh, “B.A.C.K.”, “Die neue Zeit” ed “Open your eyes”, decisamente sottotono; ed ad una scaletta composta di ben sedici canzoni, una sfrondatina non avrebbe poi guastato. Perché l’ammiccante title-track e la cadenzata “Taktlos” (con tanto di coretti femminili) ci trovano nuovamente concordi nel volgere il giudizio a favore del quartetto. Due i classici rivisitati: la nuovaorderiana “True faith” e la sfruttatissima “Fade to grey” dei Visage dell’istrionico Steve Strange , ma quanti l’hanno rielaborata? Ho perso il conto! Completano il lotto le gradevoli “Die Liebe ist” e “Handschrift”, a proposito delle quali poco v’è da aggiungere rispetto quanto suesposto. In somma, i Phase III sanno trattare la loro materia, evidentemente si sono lasciati prendere un po’ la manina santa, e non hanno saputo rinunziare a nessuna delle loro creazioni. Peccato, perché i mezzi ci sono.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.