Ver Sacrum Quasi contemporaneamente alla pubblicazione di Sounds of the universe, nuovo album dei Depeche Mode, l’ Alfa Matrix realizza questo doppio-sampler “tributo” alla band inglese. In realtà, vista la qualità meno che mediocre di buona parte delle tracce che compongono i due cd, ci sarebbe molto da discutere sul termine “tributo”, ma va beh… ormai dilungarsi in commenti sulla qualità dei gruppi del roster dell’etichetta belga equivale a sparare sulla Croce Roosa, quindi lasciamo perdere e vediamo un po’ cosa ci riservano i due dischetti. Cd1: definire pessime le versioni di “Master and servant”, “Stripped” ed “A question of time” rispettivamente a cura di Krystal System, Mesmer Eyes e Kant Kino (ma da dove arrivano questi gruppi??) è ancora poco!! Decisamente brutte anche “Personal Jesus” nella rilettura “blues” di Komor Kommando (che con Jean Luc de Meyer concede un altro pessimo bis con “John the revelator”) e “New dress” by Klutae. Veniamo a ciò che c’è da salvare: su tutte, “Lie to me”; quella che a mio parere è una delle più belle canzoni dei Depeche Mode (tratta da quel Some Great Reward a cui sono particolarmente affezionato) viene rifatta in maniera più che buona dai Technoir, non a caso una delle poche band decenti del catalogo Alfa Matrix. Sicuramente inferiori, ma comunque apprezzabili “Photographic” by Nebula H, “Sacred” rifatta da Diffuzion e “Any second now” by Dunkelwerk. Sul cd2 le cose vanno ancora peggio: dopo la scolastica cover di “Leave in silence” ad opera di Schwarzblut, è l’irritante voce di Ayria a re-interpretare “In your room”; in fatto di voci orribili, fanno ancora peggio gli Essence of Mind con “Strangelove”. Quando anche gente come 32 Crash, Plastic Noise Experience e Leaether Strip sforna un prodotto mediocre (“Get the balance right”, “World in my eyes” e “Black celebration”), si capisce quanto basso possa essere il livello di questo disco, meglio quindi sorvolare sui lavori di Inure, Tamtrum, Psy’Aviah, ecc… L’unico pezzo che riesco a salvare è “Shake the disease” nella rilettura di Seize. Un disco che più che un tributo è un affronto.