Khanate: Clean Hands Go Foul

0
Condividi:

Ver Sacrum Primo, tardivo approccio, per il sottoscritto, con i Khanate, sorta di supergruppo dell’ambiente metal estremo, in cui hanno collaborato membri degli OLD, Blind Idiot God e Sunn O))). Tardivo, perché il gruppo si è ormai già sciolto e questo CD esce postumo, essendo stato registrato nel 2005 ma mai pubblicato fino al gennaio del 2009. La strumentazione apparentemente tipica (voce, chitarra, basso e batteria) farebbe pensare ad un gruppo dalle sonorità abbastanza usuali, se non fosse per la ‘direzione artistica’ del temibile Stephen O’Malley (dei Sunn O))) ) che riesce a stravolgerla in modo difficilmente descrivibile: si tratta di un approccio folle e allucinatorio ad un doom con fortissime presenze dark ambient, come se le sonorizzazioni dell’odierno funeral doom decidessero di riavvicinarsi alle loro origini per mano di un ospite dell’Arkham Asylum. <i>Clean hands go foul</i> è  costituito da un’ora di musica strutturata in quattro brani di lunghezza crescente che, una dopo l’altra, mostrano un aumento della rarefazione e un avvicinamento progressivo a un’oscurità profonda e soffocante. Nell’ultimo, lunghissimo brano (un extended mix che dura più di mezz’ora) i suoni sono estremamente diradati, caratterizzati dal frequente inserimento di glitch e rumori di vario tipo e dalla voce urlante e folle di Alan Dubin. Si tratta di suoni di difficile digestione, a mio avviso più facilmente approcciabili da chi apprezza il death industrial che da chi ama le sonorità epiche e possenti del doom, del quale in questo disco si perdono progressivamente le tracce.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.