KMFDM: Blitz

0
Condividi:

Ver Sacrum Ammetto di non essere mai riuscito a digerire troppo i KMFDM. Il gruppo nutre di un discreto seguito in terra americana e sostiene (e su questo mi permetto di essere un filino scettico) di aver venduto oltre due milioni di CD nel mondo. La band è da sempre considerata un caposaldo dell’industrial-rock in salsa americana ma più che alle sonorità dei NIN, Skinny Puppy, Ministry, FLA, etc. il suono di Blitz è assai più affine all’AOR. Certo non mancano le basi elettroniche (anzi sono la struttura portante dei pezzi), i riff veloci e ripetuti di chitarra distorta, le voci filtrate, un po’ di rumorismo qua e là, certi inusuali cambi di tempo, ma il tutto è al servizio di un suono potente, spesso propriamente di matrice rock, e con melodie decisamente a grana grossa. Il problema dell’album è quindi sia nei suoni (quanto sono brutti gli assoli di chitarra heavy in mezzo a “Bait & Switch”, “Davai” o “Strut”!) ma soprattutto nei brani del CD che risultano mediamente insulsi. C’è qualche episodio più convincente, come “People of the Lie”, una sorta di dark ballad elettronica con un riuscito duetto tra Lucia Cifarelli e Sascha Konietzko, e “Never Say Never” che ha almeno un ritornello davvero accattivante. I brani di Blitz mancano davvero di personalità e sanno troppo di “già sentito”. In un paio di episodi questa sensazione diventa ancora più tangibile: infatti “Potz Blitz!”, di per sé non disprezzabile, suona come un pezzo degli Oomph! e non solo per il suo testo in tedesco; poi alzi la mano chi non ha notato affinità tra “Bitches” e le sonorità dei Sisters of Mercy. Blitz è perciò un minestrone pesante, digeribile forse solo per gli stomaci temprati dal junk food americano: chi è più avvezzo alla dieta mediterranea (e europea in generale) ne stia lontano.

TagsKMFDM
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.