Lacrimosa: Sensucht

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Ver Sacrum Non potevano meglio celebrare il loro decimo afflato artistico, Tilo Wolff ed Anne Nurmi, in Sensucht tesi alla ulteriore sublimazione della loro indole profondamente romantica. Un disco costituito da dieci pezzi che non possiamo ridurre al loro semplice significato perché, pur non mancando quelle divagazioni tanto care al duo che sovente vanno ad intaccare la loro compiuta riuscita, trattasi di composizioni che segnano un inoltrarsi sempre più deciso e definito nell’intimo delle loro anime. “Die Sensucht in mir” è intrisa di quella compostezza solenne che solo i Lacrimosa sanno esprimere, “Mandira Nabula” ed “I lost my star in Krasnodar” non sono solo gothic metal, perché i suoi esecutori non si fermano all’apparenza, alla forma svuotata di significato, vanno ben oltre, e ciò che proposto da altri parrebbe banale, qui assume un significato ben più ampio. La disperata “A.u.S.” cela drammi consumati nell’ombra, l’emozione attraversa obliqua queste fosche melodie come il brivido che percorre il nostro corpo scosso dal pianto (“A prayer for your heart”, “Die Taube”), “Call me with the voice of love” sorprende per la sua dolcezza armoniosa, apparendo come pezzo facile, eppur non lo è, non può esserlo perché firmato Wolff, la grandeur sinfonica di “Der tote Winkel” distende le sue ali come un’aquila planante, esaltando un’altra componente irrinunciabile dello stile-Lacrimosa. Degna finale, la più accessibile “Koma” suggella un disco che certamente non è un capolavoro, ma che comunque si pone fra le loro migliori opere, ed in questo primo squarcio di 2009 si fa notare come una delle uscite più interessanti.

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