Noir du'Soleil: Into the sky - Deluxe edition

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Ver Sacrum C’è sempre da essere un po’ preoccupati quando si ha a che fare con l’accoppiata tra i gruppi australiani e l’electro, vedi il caso dei deludenti Angelspit e della loro “pochezza” artistica (il duo ha sì un’immagine pazzesca, ma purtroppo propone musica che non è nulla di speciale…), e infatti anche questi Noir du’Soleil non riescono a convincere del tutto. In particolare quello che rovina Into the sky sono le clean vocals, che a differenza di quelle filtrate risultano davvero fastidiose e fuori contesto, a conferma del fatto che molto spesso le formazioni visual kei tendono a fare delle accozzaglie un po’ troppo estreme e azzardate. Il diverso tipo di voce utilizzato nei brani del disco si ricollega ovviamente a un sottofondo musicale che cambia a seconda dell’occasione, difatti la band propone un’alternanza tra le tipiche sonorità harsh-electro e la darkwave, con in più una spruzzatina di industrial-noise che contribuisce a rendere il materiale in questione meno scontato e, tutto sommato, ascoltabile. L’impressione, quindi, è che i Noir du’Soleil abbiano delle potenzialità ma siano ancora un po’ acerbi, e necessitino di più tempo per perfezionare la loro proposta. Il discorso, invece, cambia parecchio nel caso del secondo cd incluso nella deluxe edition, contenente una serie di remix piuttosto carini e sicuramente preferibili ai pezzi originali (vedi la versione hard-trance di “Dreams through fire”, di cui sono autori gli XP8, o quella space-electro di “Nightmare”, ad opera di The Royal Dead…), che costituiscono un buon motivo per avvicinarsi a questa release.

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