Roughhausen: The Agony and the Beat

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Ver Sacrum Un gruppo industrial da Taiwan suona di per sé come un ossimoro. Ma più che degli effetti della globalizzazione i Roughhausen sono figli di un canadese, Jeff Stoddard, che vanta un curriculum di tutto rispetto: faceva infatti parte del gruppo Will insieme a Rhys Fulber dei Front Line Assembly, band con cui Stoddard ha anche collaborato nello storico album Caustic Grip. Trapiantato in terra d’oriente il nostro ha formato i Roughhausen con due musicisti locali, John Wu alla batteria e Miss Lin al basso. The Agony and the Beat è il quinto (!) CD della formazione in 4 anni e suona come un compendio di ciò che in terra americana si intende come industrial: si va da sonorità rock/metal commistionate all’elettronica a composizioni sperimentali e oscure, dal noise in chiave trance a brani più marcatamente electro. Sebbene sia fuori dubbio che l’album manchi di originalità va anche detto che The Agony and the Beat si ascolta assai volentieri: la qualità media dei brani presenti non è affatto bassa e non mancano delle vere e proprie chicche (su tutte “Falling Down”). Gli arrangiamenti pongono sempre l’accento sul lato elettronico, con uno stile “uptempo” che rende quasi tutti i brani adatti ai dancefloor più “robusti”. Forse questa chiave è anche un po’ troppo presente visto che sono gli episodi più propriamente electro-trance a costituire l’anello debole dell’operazione. In generale comunque l’ascolto dell’album mi ha riservato delle sorprese: il CD non è assolutamente indimenticabile e non finirà nella mia playlist di fine anno, ma già riuscire ad ascoltare un’opera intrigante di questi tempi può ritenersi un successo.

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