Skold vs KMFDM: omonimo

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Ver Sacrum Tanto i KMFDM di Blitz mi hanno deluso quanto invece mi ha divertito il frutto di questo team-up tra Tim Skold (recentemente braccio destro – ormai amputato – di Marilyn Manson) e Sascha Konietzko, che è il leader dei KMFDM. Non che Skold sia nuovo alla collaborazione con la band, visto che è stato in formazione stabile con i KMFDM prima del suo lavoro con Manson e ha anche partecipato alle registrazioni di Blitz. Skold vs KMFDM e Blitz sono usciti praticamente in contemporanea ma fortunatamente sono due lavori assai diversi tra loro. Una prima evidente diversità è nella struttura del primo, che presenta 11 pezzi veri e propri insieme ad altrettanti “interludi” (o riempitivi se preferite) più sperimentali della durata media di un minuto. Stavolta le sonorità electro-industrial dell’album convincono pienamente visto che sono completamente assenti le derive più pacchiane e sgradevoli che hanno appesantito Blitz. Mi verrebbe da dire che la maggiore responsabilità assegnata a Skold, ottimo produttore e ingegnere del suono, ha fatto qui la differenza ma in Skold vs KMFDM non sono solo i suoni ad essere accattivanti ma è anche la qualità compositiva dei pezzi che risulta generalmente convincente. Molto orientati verso l’elettronica sono poi gli arrangiamenti, talvolta sì un po’ grezzotti ma sempre molto efficaci: questa tendenza è assai evidente in un paio di brani (“Bloodsport” su tutti) che piaceranno senz’altro agli amanti della TBM. Unica nota stonata del CD: la bruttissima copertina. Peccato tutto sommato veniale, soprattutto in questi tempi di musica digitale. Ascolto consigliato.

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