Frozen Plasma: Monumentum

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Ver Sacrum Ci sono voluti tre anni (a dir il vero inframmezzati dalla pubblicazione di alcuni singoli e mcd), ma finalmente ecco il successore di Artificial. Il nuovo full lenght dei Frozen Plasma è Monumentum, disco che non offre ovviamente alcuna novità rispetto alle precedenti pubblicazioni del duo Vallis/Marc, ma ribadisce la loro attitudine elettro-pop attraverso 13 brani generalmente piacevoli, in bilico tra gli episodi maggiormente ritmati, concepiti per il dancefloor e quelli in cui prevalgono le linee melodiche/malinconiche. Si parte con “Open”, tipico intro-strumentale per poi entrare subito nel vivo con le ottime “The End-Deliverance” e “The Speed of life”; la prima in particolare ci offre il meglio del sound dei Frozen Plasma, unendo ritmo e melodie dalla tonalità piuttosto “dark”. “Phoenix” è un altro brano dalle potenzialità da singolo, grazie al suo refrain ed al ritmo ballabile; Dopo la strumentale “Natural born liars” troviamo le già note (in quanto pubblicate come singoli) “Tanz die revolution” e “Earthling”: la prima non brillerà forse per stile, ma è innegabilmente ballabile ed accativante; piu’ improntata alla melodia la seconda. La seconda metà del disco accusa invece una netta flessione: “Almond flowers” è francamente troppo lunga e stucchevole, “Touching ground (già edita sul mcd Tanz die revolution) è carina e nulla di piu’, idem dicasi per “Murderous trap” e la strumentale “Forgotten earth”. Sa tanto di operazione per allungare il minutaggio del disco, la scelta di riproporre (in versione “extended”) “The Speed of life”, con la strumentale “Close” (ma guarda un pò…) a chiudere il disco. Ottimo nella prima parte, mediocre nella seconda: questo in estrema sintesi, il mio giudizio su Monumentum, album apprezzabile ma per buona parte privo dello smalto e della brillantezza del suo predecessore.

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