Mechanical Moth: Rebirth

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Ver Sacrum Rebirth è il quarto album dei Mechanical Moth e diversamente da quanto il titolo potrebbe prospettare, non segna alcuna novità e nessuna “rinascita” nel sound spompatissimo di questo progetto, che ha offerto il meglio di sè (o il meno peggio, fate voi) nel suo primo disco, Fallen into you; da lì in poi, un costante peggioramento nel già non esaltante sound elettro-dark della band di Darmstadt. Tandrin, leader e fondatore della band è ora affiancato dalle vocalist Salacity e Ivy, mentre non fa piu’ parte della band Matricide, vocalist nei primi tre dischi; quei lavori costituivano la trilogia “Deus Ex Machina” e quindi questo quarto album dovrebbe segnare un nuovo capitolo nella storia dei Mechanical Moth. In realtà, sostanziali novità non se ne sentono: le tredici tracce del disco sciorinano elettro-dark d’imbarazzante bruttezza e mediocrità, senza alcun sussulto e senza alcun episodio degno di essere sottolineato. Come da copione, il disco alterna brani piu’ ritmati ed elettro-ballad, per quella che alla fine non è altro che una copia assai sbiadita dei Blutengel e di tante, troppe, bands che inflazionano un panorama elettro-goth dove la qualità è merce sempre piu’ rara. Disco destinato ad un inevitabile e meritato oblio.

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