Morgan

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Morgan

Morgan a Colle Val D’Elsa, Foto di Grendel

La “morganite” è un virus che ultimamente sta infettando un po’ tutti, e qui in Italia è risultata ben più letale della fantomatica influenza suina. Solo qualche anno fa il signor Marco Castoldi lo conoscevano quasi solo gli “alternativi”, i grandi appassionati di musica e, per ultimo, i fan di Asia Argento (che, nel caso viveste su Marte e non ne foste a conoscenza, è stata la sua compagna…), ma adesso ad aspettarlo fuori dai camerini ci sono frotte di teen ager e anche tante donne ben più mature, evidentemente folgorate dalla sagacia e dalla verve messe in mostra durante le varie puntate del talent-show “X Factor”.

Insomma, il nostro piace proprio a tutte e la cosa incredibile è che ha un seguito composto, in gran parte, da gente normalissima: a un suo concerto ti aspetteresti di vedere gli individui più assurdi e stravaganti, invece ti ritrovi accanto ragazzine in jeans e maglietta o tipe chic e lampadate, mentre gli uomini sono pochi e spesso hanno la sola funzione di accompagnatori delle rispettive amiche, fidanzate o mogli. Da notare che per molte delle suddette fan un concerto di Morgan è una competizione vera e propria, durante la quale ci si dà parecchio da fare per aggiudicarsi i posti migliori, per essere notate da lui, per poterlo toccare e per far vedere agli altri che si conosce a memoria ogni canzone, peccato però che tanta energia e voglia di partecipare non si trasformino quasi mai in emozioni tangibili, di quelle che rimangono nonostante il trascorrere del tempo.

In tutto questo, tra l’altro, il buon Castoldi non c’entra nulla, nel senso che interpreta alla perfezione il suo ruolo di artista eclettico e musicista iper-talentuoso, regalando performance sempre diverse e spesso basate sull’improvvisazione, ma purtroppo quella che manca è l’atmosfera, e soprattutto la magia. Lui è tranquillo e benevolo, forse perfino assuefatto a certe situazioni, e in effetti non si altera neppure quando, a inizio concerto, gli richiedono d’acchito una cover dei Depeche Mode: beve a piccoli sorsi l’onnipresente Red Bull, fuma come un turco, si muove in continuazione, cerca i testi in un mucchio confuso di fogli formato A4, guarda in faccia le persone e intanto fa battute divertenti, presentando i brani che suonerà al piano. Nel calderone butta qualcosa dei Bluvertigo (“La crisi”, “L’assenzio”), i suoi pezzi da solista (“Una storia d’amore e di vanità”, “Altrove” ecc.) , alcune delle canzoni incluse nel recente “Italian songbook volume 1”, un paio di brani eseguiti in coppia con Andrea Rodini (il vocal coach che ha lavorato con lui a “X Factor”…) e anche varie cover di gruppi/artisti dell’olimpo del rock, vedi i già citati D. Mode (“Shake the disease”, “Just can’t get enough”), l’immancabile Bowie (“Life on Mars”, “Heroes”), i Pink Floyd (“Shine on you crazy diamond”) o Lou Reed (“Goodnight ladies”).

Voi direte “Beh, ma non è mica male!!”, e io rispondo che in realtà non sarebbe male per nulla e che uno show del genere risulterebbe pienamente soddisfacente e assai gradevole se solo si potesse evitare l’effetto “maestro di scuola con le sue alunne”, che a me personalmente mette un po’ di malinconia. Molti di quelli che erano al Sonar di Colle Val D’Elsa di sicuro si sono divertiti, ma io quando vado a vedere qualcuno che suona dal vivo mi aspetto che anche lui (o loro, se si tratta di una band…) si diverta e “riceva” qualcosa dall’audience, e in questo caso dubito che tale situazione si sia verificata. Troppa disparità, troppo grande il dislivello, troppa gente a cui della musica, contrariamente alle apparenze, non importava un fico secco.

È quindi un gran peccato che le fan considerino Morgan una specie di alieno, o peggio ancora una sorta di “essere angelicato” da adorare e idolatrare: ahimè in questo mondo siamo tutti fin troppo terreni e il signor Castoldi non fa senz’altro eccezione, ma di certo la sua genialità meriterebbe ben altri riconoscimenti…

 Morgan e Rodini

Morgan e Rodini a Colle Val D’Elsa, Foto di Grendel

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Morgan: sito ufficiale

Morgan @ MySpace

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