Rancid: Let the dominoes fall

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Ver Sacrum Non sono mai stati molto prolifici i californiani Rancid, e infatti ci hanno messo ben sei anni (!) per dare alle stampe il successore di Indestructible. Nel frattempo, però, i nostri sono sempre stati sotto i riflettori, vedi gli impegni di Tim Armstrong con i Transplants o quelli di Lars Frederiksen con il suo side-project, e considerato che in questo lungo periodo si è pure verificato un cambio di line-up (Branden Steineckert dei The Used ha sostituito il batterista Brett Reed), non li si può certo accusare di essersene stati con le mani in mano… Valeva comunque la pena aspettare, perché Let the dominoes fall è una gran bella prova di questi “figliocci” dei Clash, che ci regalano quasi una ventina di pezzi tra i quali è davvero difficile andare a pescare qualcosa di non riuscito o di poco convincente. La ricetta è ovviamente sempre la stessa, ossia punk rock super-orecchiabile, scafato e caciarone che ben si accoppia con vocals marce che più marce non si può (quelle di Armstrong, in particolare, sono impressionanti!), e che costituisce la materia prima di cui sono fatte “bombe sonore” come “Damnation”, “The bravest kids”, “This place”, “Up to no good”, “Skull city” o “East bay night”. Una nota a parte la meritano la divertente “Dominoes fall” (con il suo assurdo ritornello…) e “I ain’t worried”: quest’ultima è la “The guns of Brixton” degli anni 2000, e farà scendere la classica lacrimuccia a chi non ha mai smesso di amare a dismisura la band del compianto Joe Strummer. I tanti gruppi dediti allo ska-reggae-punk dovrebbero quindi cominciare a preoccuparsi: i migliori in assoluto del loro giro sono finalmente tornati, e sono pronti a mangiarseli tutti in un sol boccone.

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