Telefon Tel Aviv

0
Condividi:
Telefon Tel Aviv

Telefon Tel Aviv a Pisa, Foto di Lenora

E’ sempre piacevole andare ad un concerto senza sapere nulla di una band e rimanere sorpresi. Dei Telefon Tel Aviv infatti conoscevo più che altro il nome e la loro attività di remixer. Mai avevo invece ascoltato i loro album, peraltro piuttosto rari come numero, visto che dal 2001 ad oggi in pratica la band americana ha licenziato, se si esclude la compilation di remix Remixes Compiled, solo 3 dischi full length. Il loro ultimo episodio Immolate Yourself è piuttosto recente visto che è uscito nel gennaio di quest’anno. Dopo di che è avvenuta la tragedia: Charles Cooper, titolare insieme a Joshua Eustis del gruppo, è morto in circostanze misteriose. Non deve essere stato facile per Eustis proseguire con le attività del gruppo e portare i validi brani di Immolate Yourself in tour per il mondo: ma in fondo proprio questo è il modo migliore per omaggiare il suo amico scomparso e contribuire a mantenere vivo il suo ricordo.

In questo tour Joshua Eustis si è fatto aiutare da un vecchio amico della band, Fredo Nogueira: sul palco i Telefon Tel Aviv si presentano in modo piuttosto minimale, con un laptop (un Mac, “ça va sans dire”), un paio di synth e qualche effetto. Anche dal punto di vista del look la band si presenta in modo un po’ trasandato, senza quindi alcuna concessione ad altro che non sia la musica. Mi immaginavo un set un po’ fighetto e freddo mentre invece la musica dei Telefon Tel Aviv è completamente diversa. Più spleen che club-oriented, più synth-wave che IDM, la proposta del duo di New Orleans è attraversata poi da una vena malinconica e romantica, complice anche la voce calda di Joshua Eustis, piuttosto convincente anche se non molto potente.

Il live-set ha privilegiato i brani di Immolate Yourself che sono stati proposti in un’interpretazione valida che ha dato risalto alla bellezza dei migliori episodi dell’album, in particolare la suadente “The Birds” e “You Are the Worst Thing In the World”, peraltro uno dei pochi episodi maggiormente ritmati proposti e che ha fatto danzare il pubblico accorso. Il set dei Telefon Tel Aviv dura davvero poco e dopo una cinquantina di minuti il duo abbandona il palco. Reclamati a gran voce i due tornano per proporre una cover di “I’m on fire” di Bruce Springsteen in una divertente versione up-tempo, che è stata assai apprezzata dai presenti.

Tra l’altro nella data di Pisa i Telefon Tel Aviv hanno fatto registrare un bel sold-out, con tantissima gente che è stata costretta a rimanere fuori dalla splendida cornice del Cantiere Sanbernardo. Due parole vanno infatti spese anche su questa location: non è esagerato dire che si tratta di uno dei posti più interessanti e vivaci dell’intero Centro Italia. Il Cantiere si trova all’interno di una bella chiesa barocca sconsacrata e si caratterizza per una vivacità culturale a tutto campo che ha davvero pochi uguali. L’unica pecca è l’acustica tutt’altro che entusiasmante, un po’ dovuta ad un’amplificazione economica (il Cantiere è di fatto una specie di centro sociale con mezzi gioco forza limitati) e dall’altra alla struttura stessa della chiesa, in cui i suoni rimbombano e si riflettono ovunque.

I Telefon Tel Aviv dal punto di vista musicale non hanno quindi deluso e questa in fondo è la cosa più importante. Due nei nella loro apparizione pisana vanno comunque segnalati. Il primo è il fatto che Joshua Eustis ha per tutta la durata del concerto masticato uno stuzzicadenti, tirandoselo dentro e fuori la bocca al momento di cantare. Come se la cosa non fosse in sé già abbastanza disgustosa alla fine Eustis ha riposto l’ormai consunto stecchino dietro l’orecchio, come a volerselo conservare per dopo! Rabbrividisco all’idea che lo stecchino fosse in utilizzo da giorni!

La seconda cosa è invece un peccato di ingenuità della band, di questi tempi tutt’altro che veniale, ovvero il fatto di non essersi portati dietro uno straccio di merchandising. Alla mia richiesta a Fredo Nogueira di poter comprare un loro album lui si è stretto le spalle e mi ha candidamente risposto che non avevano portato niente da vendere. Dopo l’ottima accoglienza ricevuta a Pisa sicuramente il gruppo avrebbe venduto con successo CD e magliette, cosa che di questi tempi di crisi discografica non è affatto scontata.

Confesso che a quel punto la tentazione di rispondere “OK allora mi scarico la vostra musica da eMule” è stata forte. Invece ho fatto il bravo e al mio ritorno a casa mi sono comprato Immolate Yourself da iTunes. Perché in fondo la performance pisana ha dimostrato inequivocabilmente che i Telefon Tel Aviv sono un gruppo che merita di essere sostenuto.

Telefon Tel Aviv

Telefon Tel Aviv a Pisa, Foto di Lenora

Links:

Telefon Tel Aviv: sito ufficiale

Telefon Tel Aviv @ MySpace

Cantiere Sanbernardo

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.