The Horrors: Primary colours

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Ver Sacrum La primavera 2009 segna il ritorno sul mercato discografico di quei pazzi scatenati degli Horrors, forse una delle brit-band più interessanti tra le tante uscite nell’ultimo lustro. Il loro delirante esordio, intitolato Strange house, proponeva un garage sound cupissimo e grezzo ma incredibilmente tirato ed efficace, mentre il nuovo lavoro appare un po’ diverso e più raffinato del suo predecessore. Beh, forse la parola “raffinato” non è molto adatta a descrivere il suono che caratterizza i brani del quintetto di Southend, ed è probabilmente merito della produzione di Geoff Barrow (Portishead), Craig Silvey e del regista di video Chris Cunningham se certi angoli sono stati un po’ smussati, e se la proposta musicale risulta un tantino alleggerita (vedi ad esempio episodi come “Sea within a sea”, “I only think of you” o la stessa titletrack). Su una cosa, però, Faris Badwan e compagni non si smentiscono, ed è quella di esser dediti a sonorità a loro modo molto oscure e piuttosto lontane dalle mode del momento, come ampiamente dimostrato dagli ottimi “Three decades”, “New ice age”, “Mirror’s image” e “Who can say”. Insomma, lo “zombie garage” dei The Horrors funziona che è una meraviglia e questo Primary colours (che, tra l’altro, è consigliato a tutti coloro che sono stufi del solito indie-rock da classifica…) riconferma appieno la bravura del giovane gruppo inglese.

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