Bat For Lashes: Two Suns

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Ver Sacrum Non è esagerato affermare che “Daniel”, il primo e ormai famosissimo singolo estratto da Two Suns sia una delle migliori canzoni uscite in questa prima metà dell’anno. Probabilmente potrei azzardare a dire che si tratta di un capolavoro “dark” involontario, involontario nel senso che a produrlo non è una band propriamente gotica bensì un’artista decisamente mainstream come Natasha Khan, in arte Bat For Lashes. E’ indubbio però che le atmosfere pop-spleen del singolo, il battito frenetico e molto eighties della drum-machine, nonché un video con elementi decisamente oscuri e perturbanti, abbiano colpito al cuore molte persone della scena oscura. Tali premesse possono naturalmente generare delle aspettative sbagliate per l’album: Two Suns non è decisamente un’opera gotica, ma “dark”, nel senso letterale di “oscura”, quello sì ci può stare. Natasha Khan è essenzialmente una cantautrice, fortemente a suo agio nello scrivere delle malinconiche ballate: è allo stesso tempo un’artista (nonché una polistrumentista) assai eclettica e sa interpretare queste sue romantiche composizioni usando degli azzeccatissimi arrangiamenti, che mescolano vari stili pur con una certa omogeneità nelle atmosfere e nelle ispirazioni del disco. Nelle ballate di Two Suns compaiono così suoni diversi che arricchiscono la tavolozza sonora usata dall’artista: dall’elettronica di gusto un po’ d’antan in “Pearl’s Dream” al nervosismo rock che infiamma “Glass”, fino a “Sleep Alone” che mescola addirittura una base country all’elettronica. Nonostante il prevalere di ballate possa far pensare ad un album noioso in realtà la qualità delle composizioni di Two Suns è sempre decisamente alta: forse solo “Peace Of Mind” con la sua impronta folk-psichedelica rappresenta un mezzo passo falso. Natasha Khan dimostra in quest’opera tutto il suo talento: tra l’altro la sua voce è sì molto suadente e, come dimostrato in “Sleep Alone”, anche dotata di una discreta estensione, ma non è eccessivamente potente. Tutto sommato però l’artista è brava a trasformare questo suo limite in un punto di forza perché i toni sussurrati con cui interpreta le sue canzoni donano un tocco particolare a tutti i pezzi, rendendoli, a seconda dei casi, malinconici o sensuali. No, decisamente Two Suns non è un album gotico, ma è davvero una gran bella sorpresa per tutti coloro che amano la musica pop di altissima qualità.

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