Dillinger Escape Plan

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Dillinger Escape Plan

Dillinger Escape Plan al Velvet, Foto di Grendel

Questo concerto dei Dillinger Escape Plan me lo sono decisamente sudato, difatti il traffico vacanziero di inizio luglio ha complicato non poco la mia giornata, facendomi raggiungere il Velvet un’ora e mezzo dopo l’orario previsto. Non ho quindi potuto assistere all’esibizione dei tre gruppi italiani e in particolare a quella dei promettenti Amia Venera Landscape, ma il vero peccato è stato trovare un Velvet un po’ troppo vuoto rispetto alle attese. Chissà, forse il giorno infrasettimanale non ha facilitato gli spostamenti di chi sarebbe dovuto partire da città molto lontane, fatto sta che nel locale riminese non c’era la stessa folla vista al concerto che Greg Puciato e soci avevano tenuto nel 2008 al Vidia di Cesena, e probabilmente non c’era neanche la stessa tipologia di spettatori. Una delle cose che più saltavano agli occhi era lo scarso numero di ragazze presenti, cosa tra l’altro strana perché di solito la situazione è ben diversa in contesti di questo tipo, ma stavolta i “maschietti” hanno avuto predominio quasi assoluto…

Tralascio di commentare la performance degli statunitensi Valient Thorr, non solo perché il loro sound in bilico tra hard-rock e stoner mi ha piuttosto annoiato ma anche per la poca attinenza con i generi trattati su questo sito (benché la nostra mentalità, come ormai sapete, è molto aperta…) e passo direttamente agli headliner, che in questi ultimi mesi sono stati assai impegnati per ciò che riguarda le esibizioni live e non si sono fatti mancare proprio nulla, a partire dal “secret house show” tenuto in New Jersey lo scorso Febbraio e continuando con le ospitate (una avvenuta anche di recente…) sul palco dei Nine Inch Nails, che a quanto pare apprezzano parecchio la band se hanno scelto di suonarci insieme “Wish” in qualche data del loro tour di addio…

C’è da dire che in questo caso la logistica non ha molto favorito l’interazione tra i cinque e il pubblico (vedi l’esagerata distanza tra palco e barriere di protezione…), ma per fortuna l’energia che riescono a trasmettere è sempre ai massimi livelli e va a colmare ogni eventuale mancanza dovuta a fattori esterni. Dinamismo e furia apparentemente incontrollata sono le due costanti che caratterizzano tutte le performance del gruppo, e anche se ognuno fa la sua buona parte direi che il già citato frontman e i due chitarristi-funamboli Ben Weinman e Jeff Tuttle sono le vere schegge impazzite, quelli capaci di combinarne di tutti i colori e di mettere a soqquadro sia il palco che il resto. Tra capriole, piroette, salti sulle casse e bagni di folla vari i nostri hanno messo in mostra il meglio del loro repertorio, lasciando intontita e shockata un’audience che non sarà stata numerosissima, ma ha mostrato di gradire appieno ogni singolo momento dello show.

Di schizoidi tra i musicisti se ne possono trovare un bel po’, ma sono pochi quelli che riescono ad essere fintamente “disorganizzati” come i Dillinger, che a volte danno l’impressione di fare tutto a caso e invece sono ben coordinati e in sintonia tra di loro. E quindi vai con mazzate come “Lurch”, “The mullet burden”, “Sunshine the werewolf”, “Milk lizard”, “Fix your face”, “Panasonic youth” e pure la bella cover di “Come to daddy” di Aphex Twin, che nella versione dillingeriana diventa ancora più cervellotica ed estrema, come del resto era lecito aspettarsi. Per il gran finale, dopo un’oretta scarsa di concerto, Tuttle è sceso dal palco con la sua chitarra e si è lanciato a razzo nel mezzo alla gente, poi è salito su una delle gradinate laterali del locale tra il delirio e lo sbigottimento degli astanti, che pur essendo avvezzi ai numeri da circo della band probabilmente mai si sarebbero aspettati una chiusura del genere. Grande entusiasmo e soddisfazione da parte di tutti insomma, e come al solito la consapevolezza che vale sempre la pena fare dei sacrifici per poterci essere quando un gruppo di tale valore viene a suonare dalle nostre parti!

Setlist concerto:
Intro
Panasonic youth
43% burnt
The mullet burden
Milk lizard
Sugar coated sour
Lurch
Horse hunter
Setting fire to sleeping giants
When good dogs do bad things
Weekend sex change
Destro’s secret
Come to daddy
Mouth of ghosts
Fix your face
Sunshine the werewolf

Dillinger Escape Plan a Rimini 08/07/2009 @ Flickr

Intervista esclusiva di Ver Sacrum a Jeff Tuttle (Febbraio 2009)

Links:

Dillinger Escape Plan @ MySpace

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Dillinger Escape Plan al Velvet, Foto di Grendel

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