Katya Sanna: Grand Tour / Impronte di Calliope

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Ver Sacrum Katya Sanna torna tra noi con questa coppia di uscite a brevissima distanza di tempo l’una dall’altra. Si tratta di due lavori alquanto differenti tra loro: Grand tour è un album di cover, scelte e selezionate dall’autrice tra artisti di diversa estrazione ma quasi tutti (tranne, forse, il grande Faust’O) di notevole fama: si va da John Lennon a David Sylvian, passando per Peter Gabriel, Kate Bush o Fabrizio De Andrè. Nelle tracce di questo CD la musica è molto rarefatta rispetto a quanto ascoltato in passato da quest’artista, ad esempio l’introduttiva “Black is the color” è costituita unicamente dal suono di onde e un leggero canto di gabbiani su cui si incastona il lavoro dell’ugola della cantante capitolina; in altri casi possono essere la chitarra, il pianoforte o il violino che, in solitudine, fanno compagnia ai vocalizzi o, addirittura, altrove è la voce stessa a prendersi la responsabilità di accompagnare se stessa in registrazioni successive. La cover di “Exhibition of love”, già presente nella compilation tributo a Faust’O, è probabilmente il brano di punta dell’album, caratterizzato da una base dark ambient su cui si sovrappone la voce recitante, sebbene anche “Geordie” di De Andrè, che ad un primo ascolto non mi era piaciuta, ha conquistato successivamente il mio gradimento. Impronte di Calliope è, invece, una collezione di cinque poesie composte dalla musicista e recitate su accompagnamenti musicali differenti e, in alcuni casi, dal canto della stessa autrice, talvolta parallelamente in lingua italiana e inglese. In questo caso si ha una sensazione di maggiora disomogeneità musicale, giustificata dal fatto che, probabilmente, non deve essere il suono al centro dell’attenzione.

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