Mauerbrecher: Brightest heaven

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Ver Sacrum Secondo lavoro di lunga durata per questo musicista danese che, non si può certo negare, ha militato per parecchio tempo nel profondo sottobosco musicale, condividendo molte delle sue produzioni su siti che permettevano il download gratuito e legale dei brani. Ho sempre avuto un approccio difficoltoso nei confronti del suo stile, ispirato al medioevo e al vicino oriente ma tendenzialmente piuttosto sintetico nei suoni e nelle ambientazioni: anche Brightest heaven prosegue su questa falsariga, anche se, in questo caso, diversi altri musicisti collaborano con Rane Rørdam Knudsen, suonando strumenti acustici che però non riescono ad alterare la sensazione di fondo di un suono troppo plastificato. Il nostro compone buona parte delle musiche e riarrangia diversi brani della tradizione ma il disco non riesce veramente a colpirmi a fondo; l’introduzione, un cupissimo “Kyrie”, mi aveva ben disposto ma già gli insignificanti ritmi sintetici di “Hortus Conclusus”, terzo dei dieci brani, hanno cancellato l’iniziale benevolenza; molto meglio l’apparente raga “Marduk”, seguita però dalla pessima “Bagpipe torture”. E così via, un disco che alterna momenti abbastanza interessanti (abbastanza pochi, a onor del vero) ad altri che vanno dall’insignificante in giù. Per un musicista che di esperienza ormai ne dovrebbe avere, ritengo che questa sia un’occasione perduta.

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