One For Jude: Bonheur Dynamique

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Ver Sacrum Degli One For Jude avevo già recensito un CD qualche tempo fa in cui dicevo sostanzialmente che la musica era buona ma che la voce del, o dei, cantante/i era un anello davvero debole del progetto. Per questo Bonheur Dynamique non mi resta che ripetermi, enfatizzando ancora di più il buon giudizio sulle qualità compositive del gruppo. La musica che questo terzetto francese, con base però a Parma, propone è davvero di eccellente qualità: un’ottima miscela di cold-wave e rock oscuro, con un gusto davvero unico nel creare delle melodie assolutamente irresistibili. E mentre l’ascolto di queste bellissime composizioni ti cattura e porta la mente a vagare, irrompe con lo stesso effetto di una doccia gelida il cantato. Non ho ancora capito se le voci in questo disco siano della stessa o di due persone diverse ma ahimé differenze se ce ne sono non sono poi così percettibili. Di sicuro c’è che quando attacca la voce l’effetto è lo stesso di ascoltare unghie che graffiano una lavagna: il cantante (per convenzione d’ora in poi assumo che ce ne sia solo uno) è stonato come una campana. Non solo: ha una voce assolutamente fastidiosa, in particolare quando attacca a cantare in forma cantilenante o si esibisce in un inglese marcato da un fortissimo accento francese. La cosa che più mi sorprende è che il gruppo è attivo da tanto tempo, ha pubblicato un discreto numero di CD e può vantare una pletora di partecipazioni a compilation internazionali. Possibile che tutto ciò sia stato possibile con dei limiti così evidenti nel cantato? E lo dico con puro dispiacere e senza traccia di ironia perché con un altro e più capace cantante gli One For Jude sarebbero un gruppo assolutamente straordinario, capace anche di combinare con gusto e sapienza un pizzico di elettronica (una drum machine, le tastiere) in arrangiamenti improntati principalmente sugli strumenti elettrici. Si ascoltino, sforzandosi di ignorare la voce, “A toi qui passes” con il suo splendido arpeggio di chitarra nel ritornello, o la title-track per capire che il gruppo ha un talento unico nel comporre e nel suonare (ribadisco suonare) i propri pezzi. Peccato.

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